APPUNTAMENTO 
martedì 10 marzo - ore 20:50
Cinema "Multisala Verdi" di Vittorio Veneto

WIDER THAN THE SKY 
(Più grande del cielo)

Regia di Valerio Jalongo  
Svizzera Italia, 2025, 83'




Il film s'ispira a una poesia di Emily Dickinson, "The Brain - Is Wider Than the Sky" ("il cervello è più ampio del cielo") e riflette - con linguaggio visivo altrettanto poetico e per associazione di immagini - sul funzionamento dell'immaginazione e sull'applicazione delle emozioni alla costruzione di una nuova intelligenza collettiva, che faccia sintesi di competenze diverse. Il principio guida è che il cervello parla innanzitutto con sé stesso, e per illustrarlo, Jalongo sfrutta molte immagini che partono da elementi naturali, in altissima definizione, innervate di luce, vita, pulsazione.

Mentre il dibattito pubblico si concentra spesso sui rischi dell’Intelligenza Artificiale: perdita di lavoro, plagio, superficialità, Wider than the Sky sposta l’attenzione sulla domanda più urgente: "cosa significa rimanere umani in un mondo che impara (o disimpara) a pensare?" Girato in oltre dieci città tra Europa, Stati Uniti e Giappone, il film mette in dialogo neuroscienziati, filosofi, artisti e robot umanoidi per interrogarsi sul futuro dell’umanità di fronte a una tecnologia che sta ridefinendo le nostre vite. 

Come afferma il regista, “Abbiamo pochissimo tempo per scegliere la direzione di questa rivoluzione. Gli studenti di oggi saranno la prima generazione capace di farlo in modo consapevole”.

Un documentario utile per studenti e docenti.



NOTE DI REGIA

L’intelligenza artificiale è già utilizzata per creare un divario di potere senza precedenti nella storia. Il suo uso indiscriminato potrebbe generare un mondo disumanizzato di topi e uomini, dove chi si oppone al potere dominante è costretto a vivere sottoterra, privato di tutto per sfuggire al controllo. H.G. Wells scrisse che la nostra civiltà è impegnata in una corsa tra conoscenza e catastrofe. Una società a scatola nera, dove algoritmi oscuri governano le nostre vite, potrebbe far pendere l’ago della bilancia verso il disastro.

Wider than the Sky mi ha reso consapevole della vera natura dell’intelligenza artificiale: presentarla solo come miracolo tecnologico fa parte della menzogna che ne legittima la privatizzazione. La verità sta invece dove nessuno guarda, in una dimensione opposta: l’A.I. sarebbe nulla senza tutta la conoscenza che l’umanità ha creato nella sua storia. Per questo, essa appartiene all’intera umanità, per la sua origine profondamente spirituale.