L'aggressione militare statunitense ed israeliana all'Iran continua: un commento di Enrico Rossi, ex presidente della Regione Toscana.


La guerra si intensifica e si allarga. Centinaia sono i morti innocenti in Iran sotto i bombardamenti israeliani e americani. E l’Iran reagisce lanciando missili su Gerusalemme e sui Paesi del Golfo Persico.

La Gran Bretagna si dice pronta ad aiutare gli USA fornendo le sue basi militari.
In una dichiarazione congiunta, Germania e Regno Unito e Francia si lamentano di non essere stati avvertiti, informati o coinvolti prima dell’attacco. Poi condannano gli attacchi iraniani successivi alla offensiva USA-Israele ed esortano Teheran a tornare ai negoziati e ad astenersi da azioni militari fuori dai confini.
Una posizione a dir poco stupefacente. 
Nessuna condanna netta dell’aggressione americana e israeliana, nessuna denuncia della violazione dei trattati internazionali.

Come sempre due pesi e due misure: una per l’alleato americano che mai deve essere apertamente criticato e una per tutti gli altri che non fanno parte dell’Occidente e dei suoi presunti valori.

L’Italia meloniana per ora è tutta concentrata su Crosetto che ritorna da Dubai con un aereo militare e dice di voler pagare tre volte il prezzo normale del trasporto. Come se questo fosse il problema. 
Non risponde alla domanda cruciale sulla sua completa ignoranza riguardo allo scoppio di una guerra come quella che stiamo vedendo.
Meloni continua a tacere, ma Crosetto anche nel merito si spinge oltre la Francia e la Germania: non una parola critica verso gli USA e Israele e invece la disponibilità a discutere in Parlamento di eventuali aiuti militari se la Casa Bianca li richiedesse.
Salvini difende apertamente Trump: “avrà avuto i suoi motivi” dichiara il leader leghista senza mezzi termini.

Unanime la linea delle opposizioni, come ci informa il Fatto Quotidiano.

La segretaria del Pd Elly Schlein parla di “drammatica escalation” e di azione “al di fuori del diritto internazionale e delle sedi multilaterali”, con rischi imprevedibili anche per la fragile tregua a Gaza. Pur ribadendo una “netta condanna del regime di Teheran” e la convinzione che l’Iran non possa dotarsi dell’arma nucleare, Schlein insiste: “Il modo per impedirlo non sono le azioni militari decise da soli ma riprendere la via negoziale, quella diplomatica”. 

“A forza di valere fino a un certo punto, il diritto internazionale poi non vale più”, avverte il presidente del M5s Giuseppe Conte. “A forza di essere “osservatori” col cappello in mano poi diventiamo meri spettatori, e finiamo per perdere la voce. L’Italia e l’Europa si schierino contro azioni di attacco unilaterali come quelle di Usa e Israele che stanno scatenando la reazione dell’Iran e gettano in un caos imprevedibile il Medio Oriente. Nessuno può simpatizzare per il regime di Teheran e per il modo in cui soffoca i diritti, ma non può essere questo il modo di agire: un totale disordine internazionale in mano alle mire e agli interessi di pochi. L’Europa non faccia la bella statuina e ritrovi una voce per restituire forza alla politica per far contare la diplomazia”.

Durissima la posizione di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra: “Ancora una volta Israele e Usa fanno carta straccia del diritto internazionale. Il bombardamento dell’Iran è inaccettabile e senza giustificazioni”. Secondo i due leader, l’escalation destabilizzerà ulteriormente la regione. Bonelli e Fratoianni attaccano anche il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente americano Donald Trump, accusati di perseguire una “politica di dominio militare”. Chiedono al governo italiano di “prendere le distanze da questa ennesima violazione del diritto internazionale” e di attivarsi per il cessate il fuoco, richiamando l’articolo 11 della Costituzione: “L’Italia ripudia la guerra”.

Intanto le petroliere ferme nel golfo di Ormuz,  attraverso cui passa un quinto del petrolio consumato nel mondo e anche una parte del GNL, fanno lievitare il costo dell’energia.
Per l’Europa si tratta di un altro colpo ferale alla sua economia ma ancora una volta le reazioni sono inadeguate.
Trump sembra essere il padrone del mondo che agisce liberamente con azioni militari, sfoga la sua “furia”, la sua volontà di potenza, il suo desiderio di fare affari.
Meloni vuole essergli amica perché, insieme a Orban, Netanyahu e altri, fa parte della stessa internazionale nera che sta portando il mondo sull’orlo di un precipizio.

Quanto prima riusciremo a liberarci di questa pericolosa destra estrema al potere, negli USA, come in Italia e come in Israele, meglio sarà per tutti e per tutto, a cominciare dalla questione assolutamente primaria della pace e della guerra.

Enrico Rossi - Fonte Facebook