“Olimpiadi Infernali. Come fare affari col pubblico denaro a spese dell’ambiente.
Premesse, promesse, bugie, costi, sprechi, impatti, legacy. Che cosa resta alla montagna e ai territori?”
Le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, che sarcasticamente abbiamo definito Infernali per gli impatti sui territori, gli sprechi e gli scandali, secondo le promesse avrebbero dovuto essere a costo zero. In realtà, sono stati spesi due miliardi solo per la loro gestione (Fondazione), con un bilancio in rosso anche nelle strutture (SIMICO): complessivamente il ontribuente sosterrà 3,5 miliardi di debiti.
Erano state propagandate per essere le “Olimpiadi più sostenibili di sempre” perché diffuse sul territorio e con la quasi totalità delle opere pronte (92%). Affermazione smentita dai fatti, come dimostrano la nuova pista da bob di Cortina, le opere incompiute per tre miliardi di euro e la colata di cemento che si è abbattuta sulle Alpi e sulla città di Milano.
Ci dobbiamo chiedere: a evento sportivo concluso che cosa hanno lasciato le Olimpiadi nel bellunese?
Senza dubbio una mole di interventi infrastrutturali mai visti prima: 1,5 miliardi di euro per il solo tratto Longarone - Cortina d'Ampezzo. Per lo più investiti in strade e circonvallazioni. Tutte opere imposte attraverso commissariamenti, impedendo quindi ai residenti di valutare alternative e di chiedere sicurezza (vedasi San Vito di Cadore, Cortina d'Ampezzo). La statale di Alemagna aveva urgenza di ben altri interventi: per esempio la messa in sicurezza della grande frana di Borca di Cadore.
La diffusa cultura ambientalista presente da anni sul territorio propone da tempo una pianificazione della mobilità provinciale che investa nel trasporto pubblico: su gomma e su ferrovia. Dieci anni fa era stato promesso il collegamento Belluno - Calalzo - Cortina - Dobbiaco, l'anello delle Dolomiti. Tutto dimenticato.
L'offerta di servizi sanitari è sempre più critica. Non si parla di formazione al lavoro e di innovazione. Non si definiscono le filiere agricole legate al turismo, o quelle del legno, della biodiversità. Le Olimpiadi su questi temi nemmeno hanno bisbigliato: la montagna bellunese è stata abbandonata. Eppure il dossier di candidatura prometteva la rinascita della montagna, la lotta allo spopolamento, l'integrazione della cultura della città con quella alpina grazie all'evento sportivo diffuso.
Armonia e Bellezza sono state le due parole strategiche che hanno chiuso l'evento sportivo a San Siro. Per come sono state gestite, le Olimpiadi non hanno costruito nulla di armonico nel rapporto fra l’ospite e chi in montagna ci vive: si è trattato di un'occupazione.
Riguardo la Bellezza. Cosa vi si trova di bello nella pista di bob che ha cancellato un parco ricreativo monumentale? O nel collegamento di Socrepes imposto su una frana? O nelle circonvallazioni che stanno devastando gli ultimi prati liberi a San Vito come nell'entrata di Cortina, o nella piana di Fiames dove sono state imposte centinaia di baracche che saranno smontate?
L’esito di queste Olimpiadi impone un radicale ripensamento: il CIO ha fallito i suoi obiettivi, chiediamo al CIO di rivedere come affrontare i prossimi grandi eventi sportivi. Le Olimpiadi diffuse presentano troppi aspetti critici: dai trasporti alla gestione dei volontari, dal tema della sicurezza a quello dei servizi sanitari, dall'accessibilità alla gestione di troppe località fra loro distanti.
Questi temi saranno affrontati da Luigi Casanova, Giuseppe Pietrobelli, Carlotta Bartolucci, Roberta De Zanna, Marina Menardi e Giovanna Ceiner nell’incontro “Olimpiadi Infernali. Come fare affari col pubblico denaro a spese dell’ambiente. Premesse, promesse, bugie, costi, sprechi, impatti, “legacy”. Che cosa resta alla montagna e ai territori?”, organizzato dal Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste dell’Alto Bellunese, venerdì 11 settembre 2026, alle ore 18.00, presso la Sala OASI a Pieve di Cadore, in Piazza Tiziano, 41. Al termine dell’incontro si procederà alle premiazioni del Concorso Fotografico “Olimpadi Infernali: fotografa gli impatti delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026”.
Il pubblico potrà partecipare attivamente con domande e osservazioni sui temi affrontati.
Coordinamento Associazioni Ambientaliste Alto Bellunese