La Giornata della Memoria: cos'è diventata?
Mentre la Russia viene esclusa dalle commemorazioni di Auschwitz, nel nostro piccolo-piccolo Vittorio Veneto " l'Assessorato alla Memoria Annebbiata", nella sua lettera agli studenti si dimentica di ricordare i comunisti e i socialisti, e le centinaia di migliaia di prigionieri russi, tra le vittime del campi di sterminio, celebrando acriticamente la "vittoria" della Democrazia e della Repubblica in ossequio all'antifascismo di facciata e dimenticando l'orrore del nuovo genocidio in corso del popolo palestinese, e la Guerra permanente frutto del dominio capitalistico sui popoli e sulla Natura. Il monito morale della Memoria partigiana ed antifascista resta intatto e di vitale attualità:  No alla Guerra.  Ora e sempre Resistenza.

Approfondimenti da leggere:
1- Articolo sulle celebrazioni di Auschwitz.
2- Lo Sfogo sull'antifascismo di facciata. Andrea Zock
3- La Lettera dell'Assessore Padoan agli studenti di Vittorio Veneto.


 Russia esclusa dalle commemorazioni di Auschwitz: un affronto alla storia

L’80° anniversario della liberazione di Auschwitz, celebrato il 27 gennaio 2025, ha visto l’assenza della Russia tra i partecipanti ufficiali. Una scelta che, al di là delle motivazioni politiche legate al conflitto in Ucraina, rappresenta un insulto alla memoria storica. L’Armata Rossa sovietica liberò Auschwitz nel 1945, svelando al mondo gli orrori del nazismo. Quei soldati, molti dei quali persero la vita, furono protagonisti di un momento simbolico: la vittoria dell’umanità contro l’atrocità.

Escludere la Russia equivale a cancellare il sacrificio di milioni di cittadini sovietici, oltre 27 milioni tra militari e civili, che pagarono il prezzo più alto nella lotta contro il Terzo Reich.

Questo gesto si inserisce in una tendenza pericolosa: la revisione della storia per ragioni di convenienza politica. Già in passato, la Russia è stata esclusa da cerimonie commemorative, come quelle per il D-Day o l’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Omettere il ruolo decisivo dell’Unione Sovietica nella sconfitta del nazi-fascismo è un tradimento della verità storica e delle lezioni del passato.

Ricordare Auschwitz significa rendere omaggio a tutti coloro che hanno contribuito alla sua liberazione, senza tirare in ballo quelle che sono le tensioni geopolitiche attuali. Solo un impegno sincero verso la verità storica può garantire che gli orrori del passato non si ripetano. Anche se l’Occidente da questo punto di vista ha mostrato di soffrire di un certo strabismo.


Quello di Elon Musk che dovrebbe (realmente) preoccuparti. Andrea Zhok

Chiedo scusa in anticipo per lo sfogo, ma è francamente insopportabile sentire l'ennesima discussione compunta o scandalizzata sul braccio teso di Elon Musk.

E' francamente deprimente scoprire (riscoprire, per l'ennesima volta) che l'intellighentsia progressista (ma non solo) del paese è così totalmente incapace di analizzare la realtà per quello che è, di guardare la storia corrente per quello che è, senza proiettarvi sopra fantasmi artificiali.

Cosa abbia inteso fare o dire Elon Musk con le sue scomposte gesticolazioni sul palco è un NON-PROBLEMA.

Non perché si tratti di cercare scuse, giustificazioni o altro. Quand'anche Musk avesse, in perfetta lucidità, premeditatamente e senza alterazioni dovute a sostanze psicotrope, deciso di evocare un saluto romano con intenti nostalgici, questo è UN FALSO PROBLEMA.

Davvero è sconsolante vedere la povertà categoriale di una grandissima parte dell'"intelligenza politica", che per la millemillesima volta dimostra di entrare in allerta soltanto quando si utilizzano paroline di un secolo fa ("fascismo", "nazismo", "Shoah", ecc.).

Santo cielo, viviamo in un altro mondo, in un'altra epoca, con altri problemi, con presupposti sociali e materiali completamente incompatibili con quelli in cui sono emerse le dittature degli anni '20 e '30.

Come è possibile che stiamo ancora qui a discutere con queste categorie cadaveriche?

Non è possibile continuare a fingere di vivere come se fossimo all'indomani dell'invasione della Polonia, del bombardamento di Guernica o dei vagoni piombati per Auschwitz.

La storia insegna molte cose, ma la più importante è che non si ripete mai.

Musk è un personaggio preoccupante, ma non per le sceneggiate goliardiche, non per i presunti o reali saluti romani. Lo è perché - insieme a molti altri, da Zuckerberg a Soros a Bill Gates a Larry Fink, ecc. ecc. - rappresenta in maniera sfacciata la metamorfosi delle liberaldemocrazie in oligarchie a base economica.

Il fatto che uno come Musk sia decisivo per la fornitura di sistemi bellici di avanguardia, decisivi in occasione di qualunque conflitto, questo dovrebbe suscitare terrore.

Il fatto che il sistema occidentale dei media e social media - e con ciò l'accesso a ciò che conta come "verità pubblica" - siano nelle mani di una manciata di questi personaggi, questo dovrebbe suscitare angoscia.

Il fatto che a definire le sorti delle nostre sedicenti e moribonde democrazie siano le esigenze di corporations belliche, energetiche, farmaceutiche, o più generalmente le esigenze della finanza, questa è la tragedia a cielo aperto in cui viviamo.

Il fatto che la politica europea sia un gioco di lobby autoreferenziali assolutamente impermeabili agli interessi del popolo, questo è il dramma.

Ma niente di tutto questo muove mai davvero lo sdegno degli analisti ufficiali, di uomini e donne di governo, degli intellettuali "progressisti" e di quelli "conservatori".

Si continua a giocare in perfetta cattiva coscienza il gioco di contrapposizioni novecentesche defunte.

Si agita l'antifascismo e intanto fioriscono i più sfacciati autoritarismi neoliberali; si agita l'anticomunismo e intanto prosperano le forme peggiori di scientismo economicista; si commemora il genocidio commesso dai nazisti, e intanto sbocciano genocidi in mondovisione nel silenzio più assordante.

Si parla e pensa d'altro, continuamente, pervicacemente, per impedire anche solo per un minuto, alle persone di "uscire dalla matrice", di capire quali sono le vere minacce, di scorgere quali sono i veri nemici.

La costruzione sistematica della menzogna attraverso la distrazione, della falsità attraverso la dissimulazione, questo è il vero gioco del potere contemporaneo.

Chi, avendo i mezzi intellettuali per capirlo, non vi si sottrae, è complice.

Ecco, adesso potete continuare a giocare con le scartine che vi hanno messo in mano, discettando se e quanto Musk sia il nuovo volto del pericolo fascista.


Lettera dell'Assessore alla Cultura di Vittorio Veneto agli studenti