Il linguaggio bellico sotto mentite spoglie. E' ormai evidente che il termine guerra è entrato nel lessico comune della quotidianità, ma una simile diffusione avviene con aggettivi costantemente rassicuranti o con una declinazione decisamente positiva. Si parla così di "guerra preventiva", per scongiurare una guerra peggiore, di "guerra ibrida", per definire un fenomeno dai contorni non troppo chiari e quindi meno militari, di "guerra per una pace giusta", di "guerra per la libertà", in modo da conferire alla guerra un forte valore etico, di "guerra di difesa", per risvegliare sentimenti di appartenenza nazionale davanti all'aggressore. In altre parole, la normalizzazione della guerra avviene anche attraverso un’operazione lessicale che la privi della sua crudeltà, della sua insensatezza e delle enormi tragedie che porta e porterà con sé. Mi sembra la traduzione in termini ben più ampi e tragici della cosiddetta "guerra intelligente", coltivata per anni dalla retorica dell'Occidente. 
Alessandro Volpi ( fonte Facebook)