L’Associazione Cittadini per la Memoria del Vajont, in occasione del 19° Presidio-Notte Bianca della Memoria, organizza una tavola rotonda dal titolo GLI STATI GENERALI DEI DIRITTI DELLE VITTIME, con la partecipazione di numerose associazioni di vittime, movimenti per la difesa della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e sul territorio, magistrati, docenti universitari, e medici del lavoro.
Stati Generali dei Diritti delle Vittime
Longarone (BL) - 8 ottobre 2022agenda
Centro Culturale Ferruccio Parri, dalle ore 10:00
Quest’anno, ad aprire il tradizionale Presidio-Notte Bianca della Memoria organizzato dall’Associazione Cittadini per la Memoria del Vajont, ormai giunto alla 19° edizione, sarà la tavola rotonda dal titolo GLI STATI GENERALI DEI DIRITTI DELLE VITTIME con la partecipazione di numerose associazioni di vittime, movimenti per la difesa della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e sul territorio, magistrati, Raffaele Guariniello, Felice Casson, Marco Bouchard, avvocati, Alessandra Guarini e Laura Mara, Luca Masera, professore di diritto penale, Vittorio Agnoletto, medico del lavoro e attivista e Fulvio Aurora (Medicina Democratica, Asso.Italiana esposti amianto), Daniela Ponzetti, psichiatra forense, Giampaolo Azzoni, filosofia del diritto (collegamento in remoto). Nel pomeriggio sono previsti numerosi interventi da parte delle associazioni delle vittime provenienti da tutta Italia e la testimonianza di un agricoltore campano che racconta la lotta in difesa di queste attività che rappresentano anche difesa del territorio e dell’ambiente.
L'incontro rappresenta il logico proseguimento del convegno dell'ottobre 2020 L'ITALIA DEL DISONORE che in seguito avviò i lavori di un gruppo ristretto di partecipanti alla tavola rotonda (denominato poi Comitato Noi, 9 ottobre) per la stesura dell'appello con le denunce e le proposte che partono dalla società civile per evitare le stragi del profitto e in sostegno delle vittime.
Lo scopo della tavola rotonda di quest'anno è continuare nel cammino intrapreso al fine di:
1) mettere in Costituzione i diritti delle vittime e della natura, intesa essa stessa come portatrice di diritti
2) sostenere le vittime nella ricerca di verità e giustizia nei tribunali
3) offrire alle vittime un aiuto concreto con la creazione di centri di assistenza a loro rivolti
4) contribuire allo sviluppo di una società che abbia come priorità il rispetto della vita, della salute, della sicurezza, della dignità, del benessere delle persone e dell'ambiente
5) ridurre drasticamente le morti sul lavoro e ambientali
6) rivalutare il ruolo della protezione civile intesa in primis come prevenzione
Le persone e la natura come tali sono portatrici di diritti inalienabili, sempre prevalenti rispetto agli interessi economici (pubblici o privati che siano) e di potere. Il rispetto delle leggi e
delle norme scritte per salvaguardarne la vita e il benessere psicofisico non prevede licenze e deroghe. Si può attuare uno sviluppo economico senza sacrificare comunità e ambiente.
I diritti delle vittime, come previsto dalla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2012, vanno rispettate. I cittadini vanno informati sui loro diritti e poi accompagnati nel duro iter processuale che li attende una volta che diventano vittime.
Si vuole arrivare alla stesura di una carta dei diritti che accomuni tutte le vittime.
Tra i temi trattati durante la tavola rotonda:
1) Anche se per alcune tipologie di vittime sono previste misure assistenziali di tipo economico, lavorativo o pensionistico manca completamente un’organizzazione dei servizi di base e
specialistici come delineati dagli artt. 8 e 9 della Direttiva 2012/29/UE. Il nostro ordinamento non riconosce il nucleo dei diritti sociali alla cura della persona vittima in quanto tale: diritti
all’informazione, all’assistenza, al sostegno emotivo, all’accompagnamento verso servizi specialistici, alla protezione. Si tratta di diritti che prescindono dall’esistenza di una denuncia o di
un procedimento penale.
2) La vittima – come definita dalla Direttiva 2012/29/UE – non ha, di per sé un diritto al processo e all’eventuale pena, ma è titolare di un diritto civile alla verità e il suo ruolo processuale non può essere ridotto alle sue aspettative risarcitorie.
Il diritto a contribuire alla verità dei fatti deve ottenere un rango costituzionale attraverso una modifica dell’art. 111 della Costituzione affinché la legge garantisca i diritti e le facoltà delle vittime di reato.
Ciò comporta una riforma processuale che riconosca alla vittima-persona offesa un diritto autonomo alla prova, a richiedere l’incidente probatorio e alle impugnazioni indipendentemente dalla costituzione di parte civile.
3) Le competenze amministrative sui diritti sociali delle vittime di reato sono ripartite tra organidello Stato (Presidenza del Consiglio, Ministero della giustizia, Ministero dell’Interno, Ministero della Salute, Regioni) che non comunicano tra loro e con ripartizione di fondi all’origine di evidenti discriminazioni nel trattamento delle vittime tra loro. Occorre l’istituzione di un Dipartimento presso la Presidenza del Consiglio per il coordinamento delle diverse competenze, per il raccordo tra amministrazione centrale e enti locali nonché, non da ultimo, come riferimento unico nelle relazioni internazionali e europee in particolare.
4) E' necessario mettere in Costituzione oltre i diritti delle vittime anche quelli della natura. La tutela della natura viene interpretata come salvaguardia di interessi personali e non come difesa della vita: i diritti della natura sono presi in considerazione esclusovamente come risarcimento dei danni per chi ha subito danni economici per eventi naturali e non come una violazione stessa dei diritti della natura (cementificazione, disboscamento, fumi tossici) che in seguito hanno causato l'evento stesso. E' per questo che, per esempio, ora ci troviamo impotenti a fare i conti con i cambiamenti climaticie e le loro drammatiche conseguenza.
5) Vi è inoltre la necessità di riflettere sul ruolo dei media, dei diversi canali di informazione, della scuola per la formazione di cittadini più consapevoli dei propri diritti e della loro responsabilità sociale.
Come comunica la giustizia? Le leggi sono comprensibili da parte dei cittadini che le devono rispettare?
6) L'elaborazione del lutto da parte dei famigliari delle vittimche oltre a doversi confrontare con il dolore per la perdita del loro caro si vedono stravolta la loro vita dall'iter processuale che dura anni, spesso decenni
7) la pandemia e le sue vittime? Potevano essere limitate?
8) il ruolo delle associazioni e le loro difficoltà nella ricerca di giustizia per le vittime
9) la svalutazione del ruolo dei piccoli agricoltori come guardiani e protettori delle comunità: sono loro i primi a segnalare rischi e pericoli di interventi o non interventi sui loro territori e a proteggere la qualità del cibo che mangiamo noi tutti.
9) la minaccia ai diritti delle vittime costituito dalle cosiddette "backsliding democracies", demopcrazie che stanno arretrando nel rispetto dei diritti civili. L'International Insistute for Democracy and Electoral Assistance di Stoccolma ha inserito per esempio gli Stati Uniti nella lista delle "backsliding democracies a causa del trattamento della comunità afro-americana e delle minoranze atniche e la rivolta del 2020 da parte dei sostenitori di Trump. Un caso è anche quello dell'India di Modi.
Quali sono attualmente i "correttivi" in difesa della legalità, dei diritti delle vittime e della prevenzione? La legge sul whistleblowing, per esempio, si muove in questa direzione, sia per quello che riguarda la corruzione, gli appalti truccati, ma anche per la prevenzione.
Alla fine della tavola rotonda si raccoglieranno domande e proposte che verranno elaborate da un gruppo di lavoro ristretto fino alla stesura di un documento programmatico da portare alle istituzioni.
A causa delle disposizioni Covid, l'accesso al teatro è consentito ad un numero limitato di persone. Vi preghiamo quindi di darci conferma della vostra partecipazione.
La tavola rotonda si svolgerà dalle ore 10 circa fino alle 13/13.30 e dopo la pausa pranzo proseguirà dalle 14 circa fino alle 18.
Nel pomeriggio sono previsti altri interventi e le domande delle associazioni presenti che esporranno le loro testimonianze, necessità e proposte.
Dalle 20 circa sulla frana del Vajont (Erto) dove saranno allestite tende della protezione civile, si aprirà il 19° PRESODIO- NOTTE BIANCA DELLA MEMORIA.
Si mangerà qualcosa insieme, e poi, attorno ad un falò, si aprirà la discussione tra tutte le associazioni presenti per commentare gli interventi della tavola rotonda, raccontare esperienze, lo stato delle cose dei vari processi che interessano le associazioni di vittime.
Sulla frana per choi volesse è possibile sistemare una tenda. Vi sarà anche un bagno chimico a disposizione dei partecipanti.
Proposta di una campagna di informazione e iniziativa pubblica popolare per il riconoscimento dei diritti delle vittime delle stragi causate da attività economiche finalizzate al profitto.
PER LEGGERE E FIRMARE L'APPELLO CLICCA QUI
Fonte: Medicina democratica 29.09.2022