Visite: 601
Stato prestito: Disponibile
L'articolo fa parte del libro "I servizi ecosistemici nella pianificazione bioregionale", a cura di Daniela Poli, Firenze University Press, 2020, pp. 65-83
"Utilizzerò in questo percorso lo sguardo del biologo e del forestale attento a tutte le forme del vivente sulla Terra, posizionando anche i servizi ecosistemici come un beneficio offerto alla popolazione umana
dal mondo della natura, mondo dal quale ora più che mai è necessario imparare."
Bartolomeo Schirone
Abstract
Il testo mostra un approccio critico rispetto all’applicabilità generalizzata dell’Ecological Economy a tutti i tipi di bosco. Per argomentare questa posizione vengono illustrati alcuni aspetti centrali come il valore del vivente correlato alla riproducibilità, sostituibilità e finitezza delle qualità ambientali; la differenza fra ecosistemi naturali, neo-ecosistemi e sistemi artificiali nel definire forme di sviluppo socio-economico asimmetriche; la sostenibilità ambientale e i suoi limiti teorici; i sistemi complessi, le loro caratteristiche (autorganizzazione e comportamenti emergenti) rispetto all’entropia e alla neghentropia; la finitezza delle risorse in relazione al cambiamento climatico. Viene poi illustrata la differenza fra boschi gestiti e boschi integri nella fornitura dei servizi ecosistemici, introducendo il termine di ecobeneficio.
Nell’ultima parte l’attenzione viene posta sulla necessità di impostare la teoria e la prassi della pianificazione territoriale su scale che abbiano come riferimento il bacino idrografico, elemento ripetuto nella natura frattale del paesaggio, e di considerare il rewilding forestale quale elemento imprescindibile della politica del territorio.
Parole-chiave: bosco, gestione forestale, valore della vita, sistemi complessi, autorganizzazione, rewilding.