Sotto la sabbia
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Land of Mine - Sotto la sabbia
film - regia di Martin Zandvliet, Danimarca 2016, 101', colore
Nei giorni che seguirono la resa della Germania nazista nel maggio del 1945, i soldati tedeschi in Danimarca furono deportati e vennero messi a lavorare per quelli che erano stati i loro prigionieri. Incredibilmente attento e delicato, il film racconta il desiderio di vendetta ma anche il ritrovamento del senso di umanità di un popolo dilaniato dalla guerra.
Martin Zandvliet racconta in Land of Mine – Sotto la sabbia, una storia dimenticata, una pagina dolorosa e oscura. La parola d’ordine è disinnescare – le paure (per essere più presenti possibile), la fame (per riuscire a sopravvivere), la guerra di ieri (quella mondiale) e quella di oggi (dell’uomo contro un numero gigantesco di mine). Salvare ed espiare; questo fanno i soldati, i vinti, confinati in un pezzo di terra affascinante, le coste sabbiose della Danimarca.
La Germania ha perso la seconda guerra mondiale e i soldati tedeschi sono chiamati a disinnescare le mine antiuomo che durante la guerra sono state posizionate lungo la costa occidentale. Mentre l’Europa, un continente ferito a morte, devastato dal secondo conflitto, piange i figli, i mariti, i padri partiti e mai più tornati, il regista narra la storia ponendo al centro i giorni successivi alla resa della Germania nel Maggio 1945. Ora gli equilibri sono cambiati, vittime e carnefici si sono scambiati di posto, ribaltando una “legge” del ‘900: i nazisti come male assoluto.
Zandvliet, in Land of Mine – Sotto la sabbia, porta il suo occhio lì, sulla sabbia, accovacciato accanto a quei giovani soldati tedeschi che vorrebbero solo tornare a casa, hanno fame e chiamano la mamma. Si infila nei corpi stanchi e spaventati di quei ragazzi tra i 15 e i 18 anni che stanchi e sfiancati sfidano la vita in una guerra diversa dalla precedente, silenziosa e inesorabile, una guerra che usa come armi mani e concentrazione.