Copertina di Pianeta Terra
Categoria: Ecologia
Editore: Asterios
Pagine: 249
ISBN: 9788893130998
Anno: 2018
Note: A cura di Maria Heibel. Prefazioni di, Manlio Dinucci,Gustavo Esteva e Claudia von Werlhof

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Scheda

Pianeta terra. L'ultima arma di guerra, di Rosalie Bertell, Asterios Editore, 2018, pag. 249
A cura di Maria Heibel - Prefazione di Manlio Dinucci, Gustavo Esteva, Claudia von Werlhof

Quando si manifesta una crisi ambientale, di solito solo l’economia civile è coinvolta per modificare i bilanci, mentre raramente sono chiamati in causa i programmi militari. Rosalie Bertell

Il libro di Rosalie Bertell, che a prima vista può apparire fantascientifico, ci presenta un drammatico scenario, scientificamente fondato, che induce una riflessione generale sul rapporto uomo- ambiente
. Manlio Dinucci

I libri importanti sono rari, molto rari. Il libro di Rosalie Bertell "Pianeta Terra. L'ultima arma di guerra" è una di queste rarità, come lo è stato "Primavera silenziosa" di Rachel Carson del 1962. La Bertell, eminente scienziata, esperta di radiazioni e vincitrice di premi scientifici internazionali importanti, è forse una delle poche persone al mondo che poteva scrivere questo libro. Come leader delle commissioni mediche sia per Bhopal che per Chernobyl, ha mostrato di saper portare alla luce i fatti nascosti sotto montagne di disinformazione.
La Bertell traccia il quadro terribile degli esperimenti militari condotti da decenni che hanno danneggiato gli strati vitali dell'atmosfera e la biosfera nel suo insieme. Questi esperimenti il più delle volte sono eseguiti senza nemmeno discutere i rischi che comportano con gli esperti non militari e senza informare le popolazioni di volta in volta direttamente coinvolte. Rosalie Bertell ha tolto molti veli e le sue rivelazioni lasciano sconcertati. Le armi 'testate' mettono in grave pericolo la Terra e la vita su di essa. Il libro parla di una realtà ignorata e/o nascosta.
La Bertell spiega anche le motivazioni di questi atti vandalici verso il pianeta:
Appare oggi chiaro che si puo ‘pilotare’ la corrente a getto, definendo la linea di demarcazione fra aria calda e aria fredda nelle regioni geografiche; o manipolare le grandi correnti di vapore che spostano la pioggia dai tropici alle zone temperate, causando siccità o inondazioni. Gli episodi naturali di instabilità come monsoni, uragani, tornado, ecc. nell’atmosfera possono essere accentuati aggiungendo energia. L’iniezione di petrolio nelle placche tettoniche, o la creazione di vibrazioni artificiali con impulsi elettromagnetici può causare terremoti.“
Esiste la convenzione internazionale ENMOD del 1977 sul divieto di utilizzo di tecniche di modificazione ambientale per militari e altri fini ostili. La Convenzione si occupa di induzione artificiale di terremoti e tsunami, di modifica artificiale del tempo, del clima, di correnti oceaniche, dello strato di ozono e l'ionosfera. Da allora, basta cambiare nome per continuare la devastazione. L'ambito militare se vuole fare cose le fa e non chiede il permesso a nessuno. Parola del Gen. Fabio Mini, testimone qualificato. Pensate davvero che l'Artico si stia sciogliendo a causa della CO2? Oppure si tratta di una operazione di geoingegneria e per di più concordata tra URSS e USA nel lontano 1974? Il libro apre pagine estremamente inquietanti e ci fa capire, se non lo abbiamo ancora capito, che siamo ad un bivio e la presa di coscienza è una questione di sopravivenza per tutta l'Umanità. Viviamo in un nuovo tipo di guerra planetaria, scatenando quelle che all'apparenza sembrano calamità naturali. Gli elementi terra, acqua e aria, sono sotto attacco e di conseguenza lo sono anche le basi della nostra vita.
I nostri figli possono ancora sognare un futuro? Rischiamo di perdere la nostra unica casa, la Terra, l'unica che abbiamo. La versione italiana del libro di Rosalie Bertell riporta la parte essenziale del libro originale, oltre alle sue ultime interviste ed all'ultimo articolo dal titolo DISTRUGGERE LENTAMENTE IL NOSTRO PIANETA.
Nota editoriale

È mia opinione che i principali problemi causati al nostro Pianeta siano dovuti al nostro imperterrito affidamento all’attività militare. Le conseguenze immediate della guerra sono morte e distruzione, ma le conseguenze ambientali possono perdurare per centinaia, spesso migliaia di anni. E non è solo la guerra di per sé che mina la nostra sopravvivenza, ma anche la ricerca e lo sviluppo, le esercitazioni militari e le preparazioni per il combattimento che sono svolte quotidianamente in varie parti del mondo. La maggior parte di queste attività di preparazione alla guerra avvengono senza un effettivo beneficio per i civili e pertanto noi siamo inconsapevoli di quanto avviene nel nostro pianeta in nome della “sicurezza”
Rosalie Bertell

Rosalie Bertell (1929-2012)
Scienziata di origine statunitense-canadese, laureata in matematica, studiosa di biometria ed attivista ambientale, si addentra nell’analisi di recenti conflitti e disastri ambientali, messi in relazione tra loro: una relazione che è molto più stretta di quanto l’opinione pubblica immagini. Rosalie Bertell ha ricevuto nove lauree ad honorem e numerosi riconoscimenti, tra cui il Nobel Alternativo (Right Livelihood Award) che viene assegnato ogni anno a Stoccolma qualche giorno prima del Nobel.




La prefazione di Manlio Minucci


Guerra alla vita sulla terra

Il libro di Rosalie Bertell, che a prima vista può apparire fantascientifico, ci presenta un drammatico scenario, scientificamente fondato, che induce una riflessione generale sul rapporto uomoambiente. Se una sonda spaziale proveniente da una remota galassia fosse transitata allo scadere di ogni secolo nei pressi del pianeta terra, non avrebbe rilevato negli ultimi millenni determinanti variazioni in quella sottile pellicola che avvolge il globo e che racchiude – in uno spessore di appena quattro chilometri, tremila metri sopra il livello del mare e mille al di sotto – la quasi totalità degli organismi viventi. Ma negli ultimi due passaggi, alla fine del XIX e del XX secolo, avrebbe captato in quella sottile pellicola, che gli uomini chiamano biosfera, una serie di vasti e profondi mutamenti: restringimento dell’area forestale, erosione del suolo, inquinamento delle acque, modifica nella composizione dei gas dell’atmosfera, elevamento della temperatura media, innalzamento del livello del mare.

Due secoli sono un periodo brevissimo se rapportato ai circa sette milioni di anni dell’evoluzione umana dai primati e ai circa 350 mila dall’origine dell’Homo sapiens, insignificante se rapportato ai circa quattro miliardi di anni della biosfera. Eppure in appena due secoli un radicale cambiamento si è verificato sul pianeta terra: la specie umana è divenuta il fattore primario nella modifica della biosfera.
Ciò è dovuto non solo alla crescita demografica (verso la metà del XXI secolo la popolazione mondiale salirà a circa 10 miliardi, decuplicandosi rispetto agli inizi del XIX secolo), ma soprattutto allo sfruttamento industriale, intensivo e distruttivo, dell’ambiente e delle risorse naturali. Un modello di sviluppo insostenibile che, incentrandosi sul profitto, usa il pianeta quale oggetto di consumo e allo stesso tempo crea crescenti divari socioeconomici.
È questo sistema all’origine delle guerre che, in una sempre più pericolosa escalation, portano verso la catastrofe planetaria. Oltre ai mutamenti nella biosfera, alla fine del XX secolo la sonda intergalattica avrebbe rilevato sulla terra due fenomeni del tutto nuovi: la prima presenza umana nello spazio esterno, popolatosi inpoco più di mezzo secolo di migliaia di satelliti artificiali per uso non solo civile ma sempre più militare, e, sulla superficie del pianeta e nella sua atmosfera, le tracce radioattive di un’arma – quella nucleare – che, se usata in una guerra su vasta scala, sconvolgerebbe gli equilibri climatici e gli ecosistemi cancellando dalla faccia della terra la specie umana e quasi ogni altra forma di vita.
Durante la Guerra fredda si è accumulato nel mondo un arsenale nucleare equivalente alla potenza di oltre un milione di bombe di Hiroshima. Oggi la corsa agli armamenti si svolge non tanto sulla quantità quanto, sempre più, sulla qualità delle armi nucleari: ossia sul tipo di piattaforme di lancio e sulle capacità offensive delle testate nucleari. Decisivo in tale strategia è il controllo dello spazio esterno: si stanno sperimentando veicoli spaziali robotici e armi laser per distruggere i satelliti avversari e «accecare» in tal modo il nemico al momento in cui esso viene attaccato.
Lo conferma il fatto che il comando strategico, responsabile dei sistemi spaziali militari statunitensi, è allo stesso tempo responsabile delle armi nucleari e delle cyber-armi, integrate, insieme ai mezzi di guerra elettronica e allo «scudo anti-missili» (strumento non di difesa ma di offesa), nella «intera gamma delle capacità globali di attacco» sia sulla terra che nello spazio. In questo campo gli stati Uniti sono in vantaggio, ma altri paesi, soprattutto Russia e Cina, stanno sviluppando analoghe tecnologie militari. Con le nanotecnologie, già oggi usate in campo militare, sarà possibile produrre nanoarmi, tra cui mini-nukes e nanorobot in grado di penetrare come grandi sciami di insetti nel paese nemico, attaccando impianti militari e industriali, provocando avvelenamenti di massa ed epidemie.
Le ricerche e sperimentazioni su armi sempre più distruttive – come quelle, descritte da Rosalie Bertell, per provocare sconvolgimenti nell’atmosfera e nelle placche tettoniche – sono più avanzate di quanto appaia ai nostri occhi. Si può quindi immaginare (non con la fantasia ma con la logica) che, transitando nei pressi della terra in uno dei prossimi passaggi a fine secolo, la sonda intergalattica troverebbe un pianeta in cui la vita si è estinta a causa del comportamento dell’Homo sapiens.



L'insostenibile eredità dei test nucleari ... una vera guerra nucleare
di Angelo Baracca
Fonte: Pressenza - 29.08.2018

La grande ambientalista Rosalie Bertell (1920-2012) scriveva: “Fino al 1963 i militari hanno effettuato i test nucleari in atmosfera, contaminandola. Si calcola che questi test abbiano causato in tutto il Pianeta un milione e mezzo di morti tra i bambini e due milioni di morti per cancro alle ossa, alla tiroide e per leucemia. Anche piccoli incrementi nelle radiazioni elettromagnetiche possono causare problemi di salute come cataratte e leucemie, possono alterare la chimica del cervello, il livello dello zucchero nel sangue, la pressione sanguigna e la velocità cardiaca1.

L’inquinamento radioattivo della superficie e dell’atmosfera terrestre ha già causato danni incalcolabili, infermità, contaminazioni di vaste aree per incidenti o test nucleari, diventate praticamente inabitabili. Sempre Rosalie Bertell valutava venti anni fa in ben 1 miliardo e 300 milioni le “vittime dell’Era nucleare2!

La radioattività prodotta dalle esplosioni nucleari a partire dal 1945 raggiunse un valore massimo nel 1963-64 nell’emisfero nord e un anno più tardi ai tropici (nel 1963 vennero ufficialmente proibiti i test nucleari in atmosfera, anche se alcuni Stati li hanno proseguiti, la Francia fino al 1995).

Nel deserto del Nevada, negli Usa, vennero eseguiti dal 1951 al 1962 100 test nucleari in atmosfera (da Las Vegas, a un centinaio di km sottovento, e da Los Angeles si vedevano i “funghi” delle esplosioni3) e successivamente 921 sotterranei (per un totale di 1.021), che hanno lasciato una radioattività sotterranea residua pari a 4.9×1018 Bq. Ancora oggi si trova Stronzio radioattivo nei denti dei bambini americani4. Come in quelli dei bambini britannici attorno al sito nucleare di Sellafield: ovviamente il governo non potendo negare minimizza le conseguenze5.

Nel Pacifico furono eseguiti fino al 1962 ben 105 test nucleari in atmosfera. Nell’atollo di Bikini, nelle Isole Marshall, vennero effettuati 23 test nucleari tra il 1946 e il 1958, trasferendo selvaggiamente la popolazione su un’altra isola6: essi hanno hanno prodotto una spaventosa contaminazione radioattiva, da dati ufficiali della IAEA7: Trizio 3.4×1019 Bq8, Stronzio-90 8.0×1016 Bq, Cesio-137 1.3×1017 Bq, Plutonio-239 inferiore a 1.0×1015 Bq. Dopo 60 anni l’atollo è ancora inabitabile9! E per colmo di sventura gli abitanti delle Marshall ora sembrano forzati a un nuovo esilio dall’innalzamento del livello del mare a causa del cambio climatico10.

I sovietici non furono da meno nel Poligono nucleare del Kazakstan11, dove hanno lasciato una contaminazione di 3.5×1015 Bq di Stronzio-90, 6.6×1015 Bq di Cesio-137, e Plutonio-239 inferiore a 1.0×1014 Bq.

Oltre a queste contaminazioni bisogna ricordare il contenuto di scarichi radioattivi in mare valutati fra il 1946 e il 1993 in 86×1015 Bq.

Il 3 dicembre 2003 fece scalpore (a dire il vero presto dimenticato) una lettera inviata dal notissimo specialista Ernest Sternglass al Segretario per l’Energia degli USA Steven Chu12 nella quale egli denunciava “un tragico errore dei medici e dei fisici … [per avere assunto] che l’esposizione a piccole dosi di radiazioni dai test e dalle centrali nucleari non avessero conseguenze significative sulla salute … [causando] un enorme aumento di tumori e di diabete”.

1 R. Bertell, Planet Earth, the Latest Weapons of War. V. ad esempio “Dal dopoguerra ad oggi 2.056 test nucleari”, https://riprendiamociilpianeta.it/portfolio/dal-dopoguerra-ad-oggi-2056-test-nucleari/.

2 R. Bertell, Victims of the Nuclear Age, The Ecologist, novembre 1999, p. 408-411, https://ratical.org/radiation/Navictims.html.

3 Si veda ad esempio: http://www.dailymail.co.uk/news/article-3783336/A-Bomb-sunrise-Stunning-photos-atomic-bomb-tests-Nevada-desert-seen-Los-Angeles-1950s.html La troupe cinematografica di John Wayne sarebbe deceduta a causa di tumori contratti girando film nel deserto del Nevada presso il sito dei test nucleari: Harvey Wasserman e Norman Salomon, Cavie umane, l’America e l’energia nucleare: cronaca di un disastro annunciato, edito dall’associazione culturale Italia Storica di Genova, 2011.

4 Si vedano ad esempio: J. M. Gould, E. J. Sternglass et al., Strontium-90 in deciduous teeth as a factor in early childhood cancer, Int J Health Serv, 2000;30(3):515-39, https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11109179. M. L. Wald, Study of Baby Teeth Sees Radiation Effects, The New York Times, 13 dicembre 2010, https://www.nytimes.com/2010/12/14/health/14cancer.html. Accumulation of a Radioactive Isotope in Children’s Shed Deciduous Teeth Used to Estimate Radiation Exposure from Nuclear Testing and Accidents, Then and Now, American Dental Association, 11 marzo 2016, https://www.ada.org/en/science-research/science-in-the-news/accumulation-of-a-radioactive-isotope-in-childrens-shed-deciduous-teeth.

5 Plutonium from Sellafield in all children’s teeth, 30 novembre 2003, https://www.theguardian.com/uk/2003/nov/30/greenpolitics.health.

6 Si possono vedere drammatiche foto in: https://en.wikipedia.org/wiki/Nuclear_testing_at_Bikini_Atoll; https://ww2.kqed.org/wp-content/uploads/sites/10/2017/07/EvacIntoBoat2-1920×1186.jpg; https://www.bikiniatoll.com/Lokiarfamily.jpg.

7 Tutti i dati che riporto sono tratti dal rapporto Estimation of Global Inventories of Radioactive Waste and Other Radioactive Materials, IAEA, 2008: https://www-pub.iaea.org/MTCD/Publications/PDF/te_1591_web.pdf.

8 1 Becquerel (Bq) equivale a una disintegrazione radioattiva al secondo.

9 Bikini Atoll nuclear test: 60 years later and islands still unliveable, https://www.theguardian.com/world/2014/mar/02/bikini-atoll-nuclear-test-60-years.

10 Bikini Atoll islanders forced into exile after nuclear tests now find new homes under threat from climate change, 28 ottobre 2015, https://www.independent.co.uk/environment/climate-change/bikini-atoll-islanders-forced-into-exile-after-nuclear-tests-now-find-new-homes-under-threat-from-a6712606.html.

11 Gli spaventosi effetti si vedono ancora oggi: https://i.pinimg.com/564x/dc/0f/41/dc0f415efef9892ebf1bc4e975d67906.jpg.

12 Letter from Dr. Ernest Sternglass to Energy Secretary Steven Chu: On health dangers from ingested and inhaled radiation, https://healfukushima.org/2014/12/03/letter-from-dr-ernest-sternglass-to-energy-secretary-steven-chu-on-health-dangers-from-ingested-and-inhaled-radiation

Data di modifica: 30 Novembre -0001

Autori

Bertell Rosalie