Copertina di Cansiglio (Il) - Dal 1548 al 1699 -
Categoria: Territorio/Cansiglio
Editore: Dario De Bastiani Editore
Pagine: 402
ISBN: 9788884666093
Anno: 2018

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Scheda

Il Cansiglio, ovvero il Bosco di Alpago nel distretto di Belluno, è considerato una delle foreste più grandi e più belle d’Italia. L’autore ricostruisce duecento anni di storia, dal 1500 al 1700, durante la dominazione della Serenissima, che fece del Cansiglio una delle principali fonti di legname, applicando politiche di controllo che si potrebbero considerare all’avanguardia per quei tempi. In appendice viene pubblicato per intero e per la prima volta in anastatica, corredata da un approfondito commento, il “Catastico di Zorzi de Christofolo” che nel 1638 ispeziona il bosco descrivendo giorno per giorno i risultati della visita.

Capitolo 2 - Un lungo apprendistato

Introduzione

Quando la Repubblica dal 1420 in avanti si trova a gestire stabilmente un Dominio di terraferma che copre l’attuale Veneto e gran parte del Friuli ed arriverà all’Adda alla fine del secolo, è priva di esperienza in merito da diversi punti di vista: dal punto di vista giuridico la Repubblica si trova a confrontarsi con tradizioni e diritti locali quasi sconosciuti, dal punto di vista che qui interessa della gestione dei boschi, prima dell’espansione in terraferma la Repubblica comprava il legname dai mercanti, lo sapeva valutare ed usare, ma istituzionalmente non aveva esperienza di gestione di un vasto patrimonio boschivo. Per di più i due aspetti si intrecciavano, creando un problema più complesso: gran parte boschi infatti, ricadevano nella categoria di beni che qui di seguito si definiscono “communali”, erano cioè da secoli in uso condiviso alle comunità locali, Regole e Vicinie, che ritenevano di avere su di essi diritti inalienabili. Il problema era quindi gestire i boschi come serviva alla Repubblica ed alla città di Venezia in particolare, salvaguardando fin dove possibile le locali Regole e Vicinie e controparti che andavano dal feudatario, in particolare in Friuli, al monastero, al vescovo (magari con investitura imperiale e papale, come il vescovo di Belluno sul bosco d’Alpago) e questo inizialmente in mancanza di esperienza sia legislativa che tecnica. La risposta fu trovata per prova ed errore, con lo stile pragmatico tipico della Repubblica, ma ci volle oltre un secolo per arrivare ad una struttura giuridica e tecnica abbastanza definita anche se mai definitiva, anche perché la Repubblica nel frattempo passò in terraferma da una guerra all’altra dal 1426 al 1530 e per questo le più importanti magistrature dedicate alla gestione della terraferma si consolidano solo nella seconda metà del ‘500. [...]

 

SOMMARIO

Capitolo 1 – Introduzione al Cansiglio, 3
Capitolo 2 – Un lungo apprendistato, 8
Capitolo 3 – La riserva dei boschi nella strategia della Repubblica, 24
Capitolo 4 – La scoperta del bosco d’Alpago, 44
Capitolo 5 – Conterminazioni in Cansiglio, 56
Capitolo 6 – L’organizzazione della gestione, 85
Capitolo 7 – Le infrastrutture per il controllo, 125
Capitolo 8 – L’accessibilità, 134
Capitolo 9 – La gestione forestale, 147
Capitolo 10 – I pascoli, 177
Capitolo 11 – I remi, 195
Capitolo 12 – Tagli e condotte, costi e ricavi, 208
Capitolo 13 – I boschieri, 218
Capitolo 14 – Le condotte, 229
Capitolo 15 – Abeti dal Cansiglio, 250
Capitolo 16 – Il carbone del Cansiglio, 256
Capitolo 17 – Le popolazioni circostanti, 264
Capitolo 18 – Altre riserve e conterminazioni nel Bellunese, 289
Capitolo 19 – Considerazioni sul Catastico, 302
Capitolo 20 – Il catastico, testo e commento, 307
Il catastico, 343

 

Data di modifica: 30 Novembre -0001

Autori

Bastianon Franco