Milano-Cortina 2026. Il «libro bianco» delle Olimpiadi invernali
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Un libro che non fa sconti a chi - come sempre - sfrutta i "grandi eventi" per i propri affari e interessi, senza curarsi dei bisogni reali del territorio e di chi lo abita. Un invito a informarsi e ribellarsi, nel nome della montagna. Un'inchiesta sui Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026. Perché si può amare lo sport ma raccontare come questo "grande evento" - al pari di altri in passato - abbia un impatto devastante sul territorio alpino e i suoi abitanti.
Con la forza dei fatti e dei numeri, questo libro smentisce la favola dell'Olimpiade "a costo zero e sostenibile" e denuncia l'assenza di una valutazione ambientale complessiva a livello nazionale e di un confronto aperto con cittadini e associazioni ambientaliste. E inoltre l'invadenza di infrastrutture insostenibili come le opere stradali inquinanti, i palazzetti-cattedrali nel deserto e gli ampliamenti dei domini sciistici che coinvolgono tre Regioni, Trentino-Alto Adige, Veneto e Lombardia, oltre alla città di Milano.
L'alternativa? Un'etica che dia una nuova dignità alla montagna e combatta davvero lo spopolamento, con piccole opere che hanno una ricaduta sociale positiva sul territorio, rispettando i valori identitari delle alte quote - come la sobrietà - e i reali bisogni: servizi, sanità, lavoro, un turismo diverso.
Con la prefazione di Vanda Bonardo, naturalista, insegnante, attivista e responsabile nazionale Alpi di Legambiente e membro del direttivo Cipra Italia.
Questo è un libro che entra nel merito del fallimento dei tre obiettivi previsti dal CIO e dal dossier di candidatura:
1 - Olimpiadi a costo zero? "Abbiamo oltrepassato i 4 miliardi di euro pubblici, proprio con l'ultima finanziaria il governo ha stanziato ulteriori 400 milioni di euro".
2 - Olimpiadi sostenibili? "E' stata evitata la VAS (Valutazione ambientale strategica) obbligatoria per legge e le VIA regionali. Le 48 pagine del dossier che indicavano il percorso della sostenibilità sono state tutte evitate".
3 - Olimpiadi condivise? "Già la presenza di attivissimi comitati in tutti i territori dimostra come siano un evento conflittuale. Il commissariamento imposto a tutte le opere di fatto impedisce a cittadini e associazioni le valutazioni sui progetti, quasi tutti secretati".