Il genocidio palestinese è una realtà ormai evidente e innegabile. E' nostro compito oggi liberare il linguaggio dall’uso distorto che ne fanno politica e media, e riconsegnarlo alla sua forza originaria - quella di nominare la verità.
E tra tutte, una parola esige oggi di essere restituita alla sua verità più nuda e radicale: genocidio. Usarla senza reticenze significa sottrarla alla sacralizzazione esclusiva della Shoah che, da memoria del popolo ebraico, sta diventando uno strumento politico attraverso cui le classi dirigenti israeliane, con il consenso complice dell’Occidente, cercano di blindare la propria impunità e di neutralizzare ogni critica.
La nostra opposizione al genocidio è quasi impotente a fronte della enormità della tragedia. Nel segno della speranza abbiamo avviato la formazione di una RETE locale "Fonti di Pace" a sostegno dei progetti di solidarietà con i bambini di Gaza, che si articola in una raccolta fondi stabile e in un versamento mensile che si avvale anche della diffusione del libro Le Voci dei bambini di Gaza.
Lanciamo a tutti i lettori di questo Bollettino l'appello ad unirsi alla RETE FONTI DI PACE e a partecipare al prossimo incontro che sarà convocato entro la fine del mese in sede BFDR a Vittorio Veneto.