Report da Fonti di Pace sul progetto "Scuola Tenda a Gaza" e una lettera da Gaza


Fonti di Pace ha iniziato le attività della “scuola tenda” lo scorso mese di gennaio.
Ringraziamo l’Associazione CIVG-SOS Palestina che ha dato il suo contributo per quattro mesi al progetto, anche attraverso iniziative pubbliche.

Questi 6 mesi di attività educative e ricreative sono stati difficili sotto continui bombardamenti.
Il progetto della “scuola tenda” iniziato a Deir Balah, lo scorso mese di marzo è stato spostato a Shaty camp in un edificio parzialmente danneggiato dagli attacchi, reso agibile e adattato alle necessità “recuperando” due spazi-aule. La situazione contingente spesso non permette di dare continuità di assistenza educativa agli stessi bambini le cui famiglie sono costrette a continui sfollamenti.
Fonti di Pace contribuisce al progetto con il pagamento dei salari degli operatori, acquisto di materiale scolastico e altri materiali utili alla realizzazione delle attività.
Dal mese di giugno, su richiesta della nostra collaboratrice locale Maisa dell’associazione Social Media Club Palestine, le attività sono state rivolte a 40 bambine-adolescenti dai 12 ai 14 anni.
Un percorso educativo a cui si sono aggiunte attività ricreative e percorsi di dialogo-sostegno psicologico.
Di seguito la relazione della nostra collaboratrice Maisa:


Grazie per il vostro continuo supporto. A giugno abbiamo organizzato attività educative ricreative per un nuovo gruppo di 40 ragazze sfollate di età compresa tra i 12 e i 14 anni e continueremo a lavorare con questo gruppo anche per il mese di luglio. Altre attività per i mesi futuri le definiamo di volta in volta sulla base della situazione di aggressione che stiamo vivendo.
La fascia di età 12-14 è stata spesso trascurata negli interventi precedenti. Molte ragazze hanno raccontato quanto manchi sentirsi bambine e avere spazi per esprimersi liberamente attraverso il gioco, l'arte, le discussioni di gruppo e continuare a mantenere un livello minimo di educazione scolastica.
Questa fascia d'età viene spesso trascurata negli interventi umanitari perché viene considerata "non ancora adulta, non più bambina". Tuttavia, affronta sfide emotive e sociali uniche.
Coinvolgendole contribuiamo a rafforzare la fiducia in se stesse, la loro resilienza e il loro senso di appartenenza.
Le attività svolte nel mese di giugno sono state educative, ma anche sessioni di psico- yoga, una combinazione integrata tra yoga e psicologia, tilizzando il movimento del corpo in unione con la concentrazione mentale e la parola allo scopo di liberare l’emotività, mitigare l’ansia e per rafforzare la concentrazione e l'autostima.
Nel corso delle attività abbiamo osservato positivi cambiamenti comportamentali: maggiore apertura e legami di gruppo . Diverse madri hanno riferito di una migliore comunicazione con le figlie e un apprezzamento per lo spazio “sicuro” offerto. Il nostro obiettivo è anche quello di formare giovani donne forti e consapevoli che credono nel loro valore e nel loro potenziale, anche nei momenti più bui.

"Mi sentivo come se potessi respirare di nuovo. Ho persino fatto una nuova amica qui." - Una ragazza di 13 anni
"Felice di condividere, di conoscere tutte le mie amiche qui" - un’altra ragazza
"È una fase critica che richiede consapevolezza, supporto emotivo e un'educazione positiva per aiutare a plasmare l’ identità, i valori e l’ autostima in  modo sano" - un'operatrice.
Nel programma è prevista una giornata a “porte aperte” con attività interattive e la partecipazione dei genitori.
Incontro di valutazione dei bisogni con le madri:
Durante l'incontro di valutazione dei bisogni con le madri, queste ultime hanno sottolineato la necessità di protezione e cura, soprattutto nelle situazioni di affollamento dove i rifugi non sono luoghi sicuri. Hanno espresso preoccupazione per la mancanza di supporto per le loro figlie in questa età delicata, sottolineando la necessità di un supporto psicologico ed educativo. In risposta a ciò, ci stiamo preparando a organizzare un incontro congiunto che riunirà madri e figlie.
L'obiettivo è rafforzare la comunicazione, costruire fiducia e offrire uno spazio per il dialogo.
"Mia figlia sembra ancora una bambina, ma la società si aspetta che si comporti come una donna.
Ha bisogno di uno spazio dove possa ridere ed essere semplicemente una bambina." – Una madre
"Sono sempre preoccupata per la sicurezza di mia figlia perché viviamo e condividiamo luoghi
molto affollati. Saperla qui in questo spazio “sicuro” mi da pace." – Un'altra madre
Sfide:
Continuiamo ad affrontare gravi difficoltà logistiche a causa dell’aggressione in corso e dei continui sfollamenti. Subiamo continui bombardamenti e ordini di evacuazione. C’è difficoltà di accesso allo spazio per le attività e questo aumenta lo stress sia per i bambini che per gli operatori.
Stiamo morendo di fame e di sete e siamo senza assistenza sanitaria.
"Lavoreremo insieme per fare qualcosa per la nostra società, non moriremo oggi"
Con gratitudine,  Maisa