Domenica 30 marzo in Veneto, presso l'Abbazia di Follina e in Trentino-Alto Adige, attorno al Lago di Caldaro, si terrà la Marcia Stop Pesticidi per chiedere una agricoltura libera da pesticidi e nuovi Ogm. I nostri obiettivi sono la denuncia dei rischi dell’esposizione ai pesticidi e il sostegno alle politiche di riduzione dei pesticidi che devono continuare a rappresentare una priorità per l’Unione Europea e l’Italia. Vogliamo inoltre evidenziare come i nuovi Ogm (definiti in Italia Tea, Tecniche di Evoluzione Assistita) non costituiscano una alternativa sostenibile.
Siamo preoccupati del fatto che, a livello europeo si registrano pericolosi passi indietro anche in questo campo: la Visione dell’Agricoltura e Alimentazione, presentata dalla Commissione europea a febbraio, ha archiviato definitivamente il Regolamento europeo per l’uso sostenibile dei pesticidi (Sur) e con esso l’obiettivo della loro riduzione del 50% entro il 2030. Per la Commissione non si potranno eliminare pesticidi, anche se tossici e nocivi, senza offrire alternative che la stessa Commissione individua essenzialmente nei nuovi Ogm. Questa decisione rappresenta un’indubbia vittoria per le principali associazioni agricole che, negli ultimi anni, si sono sempre schierate a difesa del modello di agricoltura intensiva e industriale, basata sui pesticidi. Una vittoria ottenuta, però, a spese di tutti noi, a partire dagli stessi agricoltori che sono i primi recettori delle sostanze che diffondono.
L’Italia, che è ancora priva di un Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei pesticidi (scaduto nel 2019 e mai rinnovato), continua ad essere saldamente al quarto posto in Europa per vendita e utilizzo di pesticidi chimici che, per il cosiddetto «effetto deriva», si disperdono nei terreni, nelle acque superficiali e nelle falde, nei prati dei parchi-gioco e nell’aria che respiriamo nelle nostre città.
Sosteniamo tutte le alternative che già esistono all’uso dei pesticidi: l’agroecologia e l’agricoltura biologica e biodinamica che sono pratiche in aumento nei 27 Paesi dell’Unione europea e in particolare in Italia. Il biologico italiano continua a crescere e ha raggiunto, alla fine del 2023, quasi 2,5 milioni di ettari (+4,5%, rispetto al 2022), pari al 19,8% della superficie agricola utilizzata.
Non riteniamo accettabile che, mentre molti agricoltori e consumatori scelgono un’agricoltura e un’alimentazione libere da veleni, i nostri decisori politici continuino a tutelare gli interessi delle multinazionali dell’agrochimica e delle corporazioni agricole.
La Marcia è promossa da un Coordinamento formato da organizzazioni nazionali, politiche, sindacali e associative e Comitati Stop Pesticidi territoriali e ha raccolto il consenso e l'adesione di grandi organizzazioni nazionali (Flai CGIL, WWF, LIPU, Legambiente, Navdanja) di gruppi territorali, aziende, due biodistretti e tanti cittadini.
I messaggi sono pubblicati sul nostro sito (VEDI I MESSAGGI )
CHIEDIAMO ALLA COMMISSIONE EUROPEA E AL GOVERNO
1 - Eliminazione graduale dell'uso di pesticidi sintetici
Entro il 2030 l'uso di pesticidi sintetici dovrà essere gradualmente ridotto dell'80% nell'agricoltura dell'UE. Entro il 2035, l'intera agricoltura dell'Unione dovrà abbandonare l'uso di pesticidi sintetici.
2- Misure per il recupero della biodiversità
Devono essere ripristinati gli habitat naturali e le aree agricole devono diventare un vettore di recupero della biodiversità.
3- Sostegno agli agricoltori
Gli agricoltori devono essere sostenuti nella necessaria transizione verso l'eco-agricoltura. Devono essere favorite le aziende piccole, diversificate e sostenibili e deve essere sostenuta la ricerca per promuovere un modello agricolo senza uso di pesticidi e OGM.
4- Clausola di condizionalità sociale
Il rafforzamento della clausola di condizionalità sociale nella distribuzione delle risorse europee e una direttiva su subappalto e intermediazione di manodopera sono il primo passo per affrontare il tema del caporalato in agricoltura
Coordinamento Marcia Stop Pesticidi
