La polemica sulla costruzione di una nuova strada forestale all'interno della Foresta del Cansiglio che ha coinvolto il Dott. Luigi Torreggiani è indicativa di un solco che quasi appare incolmabile tra ambientalismo e tecnici addetti alla gestione boschiva. Ma certifica altresì la fine di una separazione manichea (e artificiosa) tra chi ha a cuore l'ambiente e chi vive sui territori.
Si scopre infatti che la protesta contro la nuova strada che prevede l'abbattimento di 675 piante d'alto fusto proviene dal territorio interessato e non dalla lontana città, che spesso viene descritta come incapace di farsi carico dei problemi della montagna. Questa contrapposizione creata ad arte serve solo a delegittimare la protesta per l'incremento dei tagli boschivi.
Non è qui in discussione il prelievo di legname tout court, ma le motivazioni che vengono addotte dai tecnici ogni volta che gli ambientalisti (tra cui includiamo la nostra associazione, che pure è composta in gran parte da persone del settore) criticano i tagli boschivi. Se infatti i cittadini comuni possono non comprendere fino in fondo gli aspetti tecnici, è anche vero che a volte i professionisti del settore sembrano non capire la frustrazione dei primi di fronte alla crisi della biodiversità e a quella climatica, perché gli alberi accumulano carbonio e il loro abbattimento può risultare incomprensibile. Un dialogo tra sordi, insomma.
Il sentimento costituisce una parte fondamentale dell'impegno in difesa dell'ambiente, che infatti è più legato al Romanticismo che alle discipline tecniche: non riconoscerlo vuol dire ignorare la storia dell'ambientalismo.
Il prelievo di legname, per quanto assolutamente necessario all'essere umano, deve rimanere un "sacrificio", inteso come un qualcosa che si fa perché si deve, ma si fa con morigeratezza e prudenza, cercando di non prelevare più dello stretto indispensabile, altrimenti si ricade nel paradigma utilitaristico che è all'origine della crisi climatica e della crisi della biodiversità.
In secondo luogo, non abbiamo certo bisogno di fomentare guerre tra città e montagna, ma piuttosto di reciproca comprensione.
Esprimiamo la nostra solidarietà al Dott. Torreggiani per alcuni commenti davvero troppo aggressivi che gli sono stati rivolti sui social. Insultare e demonizzare le singole persone non è il modo per cambiare le cose, né per portare avanti un dibattito scientifico, né tantomeno una conversazione civile, come ci si aspetterebbe invece da persone sensibili all'ambiente: è cosa buona e giusta amare il mondo vegetale e animale, ma ricordiamoci di amare anche gli altri esseri umani, anche chi non è d'accordo con noi. Si contestano le idee, non le persone. Invitiamo quindi a proseguire la protesta contro la strada forestale in questione e a sostenere il Consigliere Zanoni, in modo proficuo e civile e senza scadere negli attacchi personali.
13 novembre 2024 - GUFI - Gruppo Unitario per le Foreste Italiane