Sabato 28 settembre, nell'ambito del programma Urban Nature promosso dal WWF Italia si è tenuto anche a Vittorio Veneto un incontro organizzato oltre che dal WWF locale, dal Comune di Vittorio Veneto e dal Reparto Carabinieri per la Biodiversità.
L'appuntamento era presso il parco di Villa Costantini Morosini Papadopoli da tutti conoscituto come "Parco Papadopoli" dove si sono tenuti gli interventi di presentazione ed una visita guidata con l'obiettivo di far comprendere il valore del Giardino. Si è avviata una riflessione sul suo futuro e sul recupero che la nuova Amministrazione Comunale intende mettere tra le proprie finalità.
Il cosiddetto "Parco Papadopoli" in realtà nasce nel 1874 per iniziativa del Sen. Girolamo Costantini, come Giardino Costantini. Ne parla Antonio Caccianiga nel suo "Ricordo della provincia di Treviso" pubblicato nel 1872. Parlare oggi di "parco" o di "giardino" non è la stessa cosa. Il "giardino", come ci insegna Gilles Clement, è una spazio plasmato dall'uomo, mentre il "parco" nel linguaggio comune è diventato "parco naturale", un territorio plasmato dalla Natura stessa e spesso dedicato alla wilderness. Il Giardino Costantini è sicuramente, in tutto e per tutto (dimensione, formazione, popolamento botanico, finalità) un giardino. Esso è anzi "IL" Giardino di Ceneda.
La prima azione culturale da fare sarebbe quindi quella di tornare al suo nome originario, ripristinandolo nel rispetto della Memoria Storica e del suo promotore e costruttore. Lo chiameremo qui, nello sviluppo del ragionamento, "Giardino Costantini".
La seconda cosa da fare, che tutti gli organizzatori della manifestazione hanno dichiarato di perseguire, è il riconoscimento del suo alto valore sociale, naturalistico, culturale e storico. Non è però con la sua imbalsamazione come "reperto storico da musealizzare" che il Giardino può tornare a vivere secondo il proprio Valore. Non sono certo le "visite guidate" alla scoperta di un passato glorioso, oggi in stato di progressivo abbandono, le azioni di cui ha bisogno.
Il Giardino Costantini può e deve riacquistare la propria centralità sociale nell'ambito della citta di Ceneda assumendo, o meglio riassumendo, la funzione di centro di vita comunitaria come si sta facendo in casi simili in altre città d'Italia. In particolare la serra, oggi semidiroccata, potrebbe diventare, opportunamente ristrutturata, un Caffè Serra, sul modello (fatte ovviamente le debite differenze...) degli omologhi caffè di Milano, Venezia e Roma. Pensare ad un Caffè Serra al Giardino Costantini, potrebbe interessare a qualche azienda del settore del caffè.
Altra cosa potrebbe essere il ripristino del frutteto, adibendo un spazio del Giardino al recupero delle varietà fruttali locali (mele e pere sopratutto) che da anni alcune associazioni del territorio stanno curando con ottimi risultati.
Le opere posteriori e recenti, come l'ex campo da tennis cementificato sono da considerarsi oggi inutili e non omogenee ad un recupero funzionale del Giardino e vanno pertanto demolite ripristinando il suolo in funzione delle colture arboree e vegetali.
Compito delle associazioni ecologiste e naturalistiche del territorio è di operare al fianco della nuova Amministrazione comunale per rigenerare il Giardino Costantini nel nuovo contesto urbano di Vittorio Veneto.
