Proponiamo l'editoriale di Contropiano -La posta in gioco con l’arresto di Mohammed Hannoun- come elemento di informazione e riflessione

L’arresto di Mohammed Hannoun e degli altri palestinesi dell’Api e dell’Abspp è una montatura che deve e può essere smantellata. E’ indubbiamente un salto di qualità – atteso e prevedibile – della campagna tesa a disinnescare e depotenziare il vasto movimento di solidarietà che si è sviluppato in Italia con la lotta del popolo palestinese.

Era evidente la grande preoccupazione che avevano sollevato le enormi manifestazioni popolari e i ben due scioperi generali che hanno invocato un gigantesco “basta!” con ogni complicità dell’Italia con il genocidio avviato dalle autorità israeliane contro i palestinesi. Questa diffusa ondata di indignazione verso Israele andava smantellata, con ogni mezzo.

Da almeno tre mesi, sia in Israele che in Italia, le forze genocidiarie e i loro complici si erano messe al lavoro per agire con tutti i mezzi su quell’obiettivo.

I giornali di destra, spesso in combutta con gli apparati politici e mediatici israeliani, da tempo stavano martellando per ottenere questo risultato.
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Nessuno deve farsi intimidire da queste operazioni, nonostante il pesante clima che il governo e i sionisti stanno cercando di instaurare in un paese che sta rotolando sul piano inclinato della guerra. La “sinistra parlamentare” come al solito balbetta e non dovrebbe farlo. Non è il momento di abbassare la testa. Al contrario. 

La mobilitazione che deve richiedere la liberazione di Hannoun e degli altri palestinesi arrestati in Italia è una mobilitazione che difende infatti gli spazi di libertà nel nostro paese e quelli della giustizia a livello internazionale. Ma difende anche la dignità con cui potremo o meno presentarci alla storia.

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