I criminali sionisti hanno attaccato di nuovo l’Iran, ed in modo molto pesante. L’intenzione era chiara ormai da giorni, così come il coordinamento diretto con gli Stati Uniti – come dichiarato dagli stessi sionisti – che avevano ridotto all’improvviso il personale diplomatico in diversi paesi del Golfo.
L’attacco ha preso di mira sia gli impianti nucleari che i vertici militari. Sono infatti rimasti uccisi sia il capo delle Guardie rivoluzionarie, Hossein Salami, sia il generale Mohammad Bagheri, capo di stato maggiore delle forze armate.
Coinvolte le città di Ilam, Avaz, Tabriz (che ospita diverse raffinerie), Esfahan e Kermanshah. Ma l’attenzione del mondo è concentrata su Natanz, dove c’è la principale base in cui avviene l’arricchimento dell’uranio. Per usi civili (l’Iran ha una centrale nucleare funzionante e ne sta costruendo un’altra), sia potenzialmente per la costruzione di un’arma atomica. ...