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[...] L’industrializzazione progressiva ha determinato un enorme aumento nella produzione, uso e diffusione nella biosfera di agenti fisici e chimici, molti dei quali non esistenti in natura, estranei pertanto alle nostre cellule (xenogeni) o, se già esistenti, comunque presenti a basse concentrazioni. [...] Si calcola che circa 100.000 (nuovi) composti chimici di sintesi siano stati prodotti ed entrati nei cicli produttivi nell’ultimo secolo. Molti di questi agenti sono risultati cancerogeni in studi sperimentali ed epidemiologici, ancorchè il rischio cancerogeno che essi rappresentano, sia ben lungi dall’essere stabilito. Infatti solo una piccola percentuale è stata studiata dal punto di vista cancerogenetico.
AUTORI
C. Maltoni, M. Soffritti, F. Minardi, F. Belpoggi, A. Palazzini e C. Vrahulaki
ABSTRACT
Introduzione
Per una serie di ragioni di natura biologica, storica ed epidemiologica, i tumori maligni (cancro) devono essere considerati una malattia di rilevanza eccezionale e di significato unico, e il più grande problema di sanità pubblica della presente era industriale. Ciò che è ancora più importante è che, secondo le previsioni, il problema in futuro è destinato a crescere ulteriormente.
Presupposti biologici
Per comprendere meglio il problema cancro e la sua attualità bi-sogna tener conto di tutta una serie di presupposti sogna tener conto di tutta una serie di presupposti.
Il cancro come malattia dell’era industriale
Il cancro, nelle sue varie forme, è sempre esistito come dimostrano numerose documentazioni storiche. Nonostante questo il cancro può essere definito una o la malattia dell’era industriale per due ordini di fatti: 1) l’aumento dei fattori che ne sono all’origine, e 2) la dimensione epidemiologica attuale e prospettica. L’era industriale, iniziata nelle ultime decadi del XIX° secolo, ha comportato un cambiamento di due ordini di fattori (grado di industrializzazione e invecchiamento della popolazione) sinergici che si traducono in un incremento della incidenza del cancro ed in una anticipazione delle età colpite.
Lo stato attuale delle ricerche in oncologia ed in particolare sull’origine del cancro: la carenza di ricerca primaria
Il cancro è una malattia estremamente complessa, di non facile controllo e sulla quale noi non conosciamo abbastanza. Al fine di fare progredire, su valide basi scientifiche, il controllo preventivo e clinico del cancro, è necessario pertanto potenziare la ricerca oncologica. In questa ricerca un ruolo centrale hanno gli studi sperimentali. Chi conosce e ha vissuto la ricerca oncologica del nostro secolo, sa che la maggior parte delle conoscenze di base in oncologia è scaturita da studi sperimentali.
La prospettiva per il controllo del cancro: il ruolo della prevenzione primaria
Nell’era presente gli agenti cancerogeni industriali di natura fisica e chimica rappresentano, assieme all’invecchiamento della popolazione, la causa più importante dell’aumento della incidenza dei tumori e della mortalità per cancro. Di questi due fattori, quello che può essere modificato è l’inquinamento da agenti cancerogeni. La prevenzione primaria, cioè la eliminazione o riduzione di questi agenti, potrebbe comportare nelle future decadi una drastica riduzione della frequenza della malattia neoplastica. Questa strategia va pertanto perseguita: con la ricerca oncologica, con normative, con interventi tecnologici, con l’informazione della popolazione, e con una nuova antropologia culturale che privilegi la preservazione delle risorse e dell’ambiente e la tutela della salute, da anteporre all’incultura produttivistico-consumistica.